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20/06/2016 20:10

Roma – “Forse e’ la prima volta che non c’è nessuno che ragiona più con l’io che con il noi”. E se lo dice Daniele De Rossi, uno che in Nazionale gioca dal 2004 e che ha collezionato 105 presenze c’e’ da crederci. Da un veterano a un ragazzo della Basilicata che ha cominciato a vestire l’azzurro 10 anni dopo rispetto al “senatore” giallorosso e che di gettoni ne vanta 12, la differenza non e’ tanta. Per Simone Zaza non ci sono titolari e panchinari, “non c’e’ un loro e un noi, siamo un gruppo unito e se con l’Irlanda dovesse arrivare un gol, mio o di un mio compagno, vorrei che la panchina esplodesse ed entrasse in campo come e’ successo nelle prime due partite”. Sembra retorica, difficilmente in queste grandi manifestazioni capita di non sentir parlare di “grande gruppo”, spogliatoio “unito” e cosi’ via, ma questo da’ l’impressione di esserlo davvero. I risultati aiutano, ma questa Nazionale ha nel piacere di stare e lottare insieme una delle sue armi. Persino Alex Britti, uno che a visitare gli azzurri in ritiro c’e’ stato, ha notato “che in questa squadra non ci sono club, non ci sono solisti, si ragiona da gruppo”.

Il feeling puo’ nascere in tanti modi tra i giocatori, ma l’arma in piu’, il “vantaggio che gli altri non hanno” per dirla alla De Rossi, e’ Antonio Conte: “avevamo promesso grande impegno – spiega il centrocampista della Roma a uefa.com -, il mister ci aveva chiesto una totale immersione in questa avventura, dovevamo crederci ciecamente, dare tutto. Mentre giochi fa piacere vedere i compagni che esultano per te, vedere quelli che entrano che fanno ottime prestazioni. Anche i risultati hanno aiutato a far si’ che questo aspetto emergesse ancora di piu'”.

Il tecnico salentino per De Rossi e’ la stella di questa Nazionale, non solo per come prepara le partite, ma proprio per come riesce a cementare il gruppo. “E’ un allenatore speciale, molto particolare, diverso da tanti che ho avuto, ti chiede tantissimo e ti ripaga con l’onesta’, sai sempre che le scelte che fara’, belle o brutte, saranno dettate da quello che lui pensa sia il meglio per la squadra. Molti dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Tanti tecnici valutano il condizionamento esterno, la stampa, l’importanza del nome. Noi invece qui ci sentiamo tutti uguali perche’ l’allenatore e’ cosi’. E’ estremo da questo da punto di vista. Non sceglie in base al nome o al talento spicciolo, sceglie in base a che uomo sei, a che tipo di personalita’ sei all’interno dello spogliatoio, e penso che questo l’abbia riconosciuto in tutti e 23 che sono qui in Francia. Forse e’ la prima volta che non c’e’ nessuno che ragiona piu’ con l’io che con il noi. Questa e’ una cosa che si dice sempre, ma e’ veramente tangibile in questa squadra”. Del resto era stato lo stesso De Rossi a difendere Thiago Motta dalle critiche, eppure l’italo-brasiliano e’ il suo primo rivale per una maglia da titolare. Lo stesso vale per gli attaccanti, in cinque per due maglie, ma tutti amici e pronti a tifare l’uno per l’altro. Zaza ammette che non vede “l’ora di segnare, vorrei tanto fare un gol in questo Europeo, magari anche piu’ di uno”, non solo per una soddisfazione personale, ma per il bene della squadra: “sappiamo tutti che non siamo indispensabili ma diamo tutti il 100%.

Al gol di Pelle’ al 92′ contro il Belgio siamo entrati tutti in campo e l’arbitro quasi ci cacciava fuori. Davvero il gruppo e’ la forza piu’ grande di questa squadra”. Anche per lui, come per De Rossi e tutti gli altri azzurri che a Montpellier hanno sfilato in conferenza stampa, Antonio Conte e’ il valore aggiunto: “ha dato qualcosa a ognuno di noi, sembrano sempre le solite frasi, ma ci ha trasmesso quella fame e quella grinta che non ci fa mollare mai, facciamo allenamenti pesanti e duri, ma sempre con tanta voglia perche’ sappiamo che e’ l’unica strada per poter fare bene in questa competizione”. Tutti con e per Conte e pazienza se a fine Europei andra’ al Chelsea: “non e’ un fattore che condiziona noi ne’ il mister, lui e’ un animale da campo e sarei rimasto sorpreso se fosse rimasto a lungo in Nazionale”, conclude il senatore De Rossi, l’uomo da 105 presenze con la maglia azzurra. (AGI)

Sorgente: agi.it