“Una stanza piena di gente” (The Minds of Billy Milligan), il capolavoro della saggistica narrativa di Daniel Keyes, è un viaggio brutale e affascinante nei labirinti della mente umana. Pubblicato nel 1981 ma tornato prepotentemente attuale grazie a documentari e serie TV, il libro racconta la storia vera di Billy Milligan, la prima persona assolta per crimini gravi per infermità mentale dovuta a personalità multipla.
1. Forza della Storia (True Crime): 10/10
La vicenda di Billy Milligan è oltre ogni immaginazione. Un uomo accusato di rapimenti e stupri che rivela di avere 24 personalità distinte (dal colto Arthur alla spaventata Adalana). La realtà supera la finzione in ogni pagina, rendendo impossibile staccarsi dal libro.
2. Qualità della Scrittura e Ricerca: 9/10
Daniel Keyes compie un lavoro monumentale. Non si limita a narrare, ma ricostruisce i dialoghi e le dinamiche interne tra le “personalità” basandosi su migliaia di ore di interviste e atti giudiziari. Lo stile è asciutto, giornalistico ma capace di picchi emotivi devastanti.
3. Analisi Psicologica: 9.5/10
Il libro è un trattato di psichiatria narrativo. Esplora il Disturbo Dissociativo dell’Identità (DDI) non come un fenomeno da circo, ma come un tragico meccanismo di difesa contro abusi infantili inimmaginabili. Il lettore finisce per provare un’empatia profonda e disturbante per Billy.
4. Ritmo Narrativo: 8/10
La parte centrale, dedicata ai processi e alle perizie mediche, può risultare leggermente più lenta rispetto all’inizio folgorante e alla tragica conclusione. Tuttavia, è necessaria per comprendere la battaglia legale senza precedenti che ha cambiato la storia del diritto americano.
5. Impatto Emotivo: 10/10
È un libro che scuote. La sofferenza di Billy e il senso di impotenza delle sue personalità “buone” che cercano di controllare quelle “indesiderate” creano una tensione emotiva costante. È un’opera che lascia il segno e fa riflettere sulla natura dell’identità.
Voto Finale: 9.3/10
In sintesi: Un pilastro del genere non-fiction. “Una stanza piena di gente” non è solo la cronaca di un caso giudiziario, ma un’esplorazione dolorosa di cosa significhi essere “molteplici” per sopravvivere a un dolore troppo grande per una persona sola. Un libro imprescindibile per chiunque sia affascinato dalla mente umana.
