Le Nike Alphafly 3 sono considerate il punto d’arrivo dell’ingegneria calzaturiera sportiva di Nike per questo 2026. Rispetto alla versione precedente, la scarpa è stata unificata nell’intersuola (senza lo spazio vuoto centrale), rendendo la transizione tacco-punta incredibilmente più fluida.
1. Reattività e Ritorno di Energia: 10/10
È il cuore pulsante della scarpa. La combinazione di schiuma ZoomX, la piastra in carbonio a tutta lunghezza (Flyplate) e i due pod Air Zoom sotto l’avampiede crea un effetto “trampolino” che non ha eguali sul mercato. Più spingi, più la scarpa restituisce.
2. Peso e Leggerezza: 9.5/10
Con un peso di circa 218 grammi (taglia 10 US), è la Alphafly più leggera di sempre. La riduzione di peso rispetto alla v2 è sensibile e si riflette in una minore fatica muscolare nelle fasi finali di una maratona.
3. Comfort della Tomaia (AtomKnit 3.0): 9/10
Il nuovo tessuto è più morbido e meno “plastico” al tatto. La calzata è avvolgente come un calzino, molto traspirante (si intravedono le dita attraverso la trama). È anche più facile da indossare rispetto ai modelli passati.
4. Stabilità: 7.5/10
Nonostante la base sia stata allargata per migliorare il supporto, resta una scarpa dal profilo altissimo (stack height vicino ai 40mm). È pensata per chi ha un appoggio neutro; chi tende a pronare molto o chi atterra pesantemente di tallone potrebbe avvertire una certa instabilità nelle curve strette.
5. Trazione e Grip: 8/10
Il nuovo battistrada Fast Shot offre un’ottima presa sull’asfalto asciutto. Sul bagnato il comportamento è migliorato, ma resta una scarpa progettata per correre veloci su percorsi lineari, non per terreni scivolosi o troppe curve.
6. Durata: 6/10
È il tallone d’Achille di tutte le “super shoes”. La schiuma ZoomX tende a perdere le sue proprietà magiche dopo circa 200-300 km. È una scarpa da gara, non da allenamento quotidiano. Il costo per chilometro è molto elevato.
Voto Finale: 9/10
In sintesi: La Nike Alphafly 3 è la scarpa definitiva per chi cerca il Personal Best in maratona o mezza maratona. È più fluida e leggera dei modelli precedenti e perdona leggermente di più la tecnica di corsa, anche se richiede comunque ritmi sostenuti (sotto i 4:30 min/km) per essere sfruttata davvero.
